LONTANO LONTANO. LUIGI TENCO. IL GIORNO DOPO.

Credo anch’io che un uomo debba essere interamente quello che vuole essere. L’importante è sapere cosa si voglia. E io penso di saperlo. E questa sicurezza dà fastidio a tanta gente…

“Lontano lontano” è uno dei pezzi più noti della produzione artistica di Luigi Tenco, ed è anche, forse, il luogo dove crediamo sia giunto, troppo in fretta, dopo la sua morte.

“Lontano lontano nel tempo – l’espressione di un volto per caso – ti farà ricordare il mio volto – l’aria triste che tu amavi tanto”.

“Lontano lontano” è uno dei pezzi più noti della produzione artistica di Luigi Tenco, ed è anche, forse, il luogo dove crediamo sia giunto, troppo in fretta, dopo la sua morte. Un altrove in un “non tempo”, uno spazio in ombra, pieno solo, probabilmente, di una dannata, straziante, illuminata poesia. 

Raccontare il cantautore piemontese è impresa ardua, immaginiamo allora di vivere il dopo. Di raccontare ciò che non ha avuto tempo di accadere. Un tavolo, una sedia, una voce, la sigaretta accesa e quelle domande a cui non s’è mai potuto o voluto dare voce.  Quel “poi” ancora tremendamente vivo che ha reso Luigi Tenco icona immortale della musica italiana.

Il termine “lontano” riporta immediatamente all’idea di distanza. Ed è quella che abbiamo voluto prendere per richiamare, senza rievocare, la figura di Tenco. Cantautore sempre moderno, a dispetto di qualsiasi stagione, che ha attraversato il tempo non sentendone mai il peso, che ha lasciato tracce di una disperata iconica poesia, senza chiederne misericordia. La musica, vissuta quasi come una maledizione, in questa rilettura risuona adagiata, come una coperta, all’animo evidentemente straziato di un poeta. Distanza, quindi. Da tutto. Distanti da una verità probabilmente lontana e imposta. Distanti, da una musica da egli stesso amata e ripudiata. Il racconto schizofrenico di un musicista e di una musica, ora distorta ed eretica per i puristi, per noi oggi necessaria, per cantare e non decantare Luigi Tenco. 

Con

Francesco Luongo (attore e interprete)

Francesco Santagata (musicista e interprete)

Costumi

Rosario Martone

Scene

Erika Pisano & Giovanni Luigi Frattini

Foto di scena

Amanda Marie Annucci

Fotografo

Guglielmo Verrienti

Testo e regia

Roberto Ingenito

13/09/2021